Intervento del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.
Voglio dare una buona notizia alle mamme che lavorano, e anche ai papà. Alle famiglie, insomma. Ho firmato il cosiddetto “decreto di riparto” che, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, assegna al piano conciliazione, a cui stiamo lavorando con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi sin dall’inizio della legislatura, ben 40 milioni di euro.
Mattone dopo mattone siamo riusciti a costruire qualcosa che per me è estremamente importante. D’intesa con le Regioni potremo realizzare il progetto “tagesmutter”, avviare la costruzione di nuovi asili nido e istituire nei Comuni gli albi delle baby sitter. Si tratta di provvedimenti che costano relativamente poco, ma che, quando entreranno a regime, consentiranno alle mamme di non dover abbandonare il loro posto di lavoro per crescere e allevare i figli.
Cominciamo dagli albi. Presso i Comuni, presto, le famiglie troveranno veri e propri “albi” da consultare per individuare badanti e baby-sitter a domicilio. In questo modo si potrà reperire più facilmente e velocemente una persona alla quale affidare i propri piccoli.
Nessuno sarà più costretto ad affidare a una estranea, chiamata peraltro a un incarico delicatissimo, la propria prole. Per iscriversi nelle liste sarà necessario dimostrare di saper fare quel lavoro, probabilmente l’aver partecipato a un breve corso di formazione. Lo stesso meccanismo funzionerà per le badanti, perché curare gli anziani non è meno difficile che allevare un bambino.
Non è finita qui.
I 40 milioni serviranno anche per i voucher, titoli di spesa per le mamme (tra i 900 e 1.500 euro - a fronte di un contributo personale del 10 per cento sull’importo e in base al reddito) da spendere presso strutture convenzionate, come gli asili nido, con il Dipartimento Pari opportunità.
Infine la “tagesmutter”, di cui certamente tutti hanno sentito parlare. In tedesco significa “mamma di giorno” e credo sia uno strumento utilissimo, come si evince anche dalla grande diffusione di questa esperienza nei paesi del Nord Est e in alcune Regioni italiane nelle quali è già partita la sperimentazione. La mamma disposta a ospitare nella propria casa, durante il giorno e con orari flessibili, una sorta di asilo nido per non più di cinque bambini da O a 3 anni, credo che sia una figura, professionale, molto rassicurante per un’altra mamma che deve andare a lavoro. Serena e tranquilla sarà la mamma, sereno e tranquillo il bambino che viene comunque lasciato alle cure di una persona qualificata e adeguatamente formata e in un ambiente a lui familiare, magari nello stesso condominio dove il piccolo già vive. Secondo quanto stabilisce il dipartimento per le Pari Opportunità, la “tagesmutter” sarà collegata con enti no profit o cooperative in modo da farla lavorare in rete con figure di supporto, dallo psicologo al pediatra, sottoponendola a visite domiciliari per la verifica dell’idoneità. È un progetto che al mio ministero sta particolarmente a cuore e che insieme agli altri è per me motivo di orgoglio. Una parte delle risorse sarà destinata alla fornitura delle attrezzature e all’adeguamento degli immobili dei micro-nidi condominiali, un’altra al finanziamento dei corsi che devono preparare le baby sitter. Ecco, quindi, il “piccolo” contributo del Ministero per le Pari Opportunità per venire incontro alle donne. E mica soltanto a loro.
È dimostrato, infatti, che più mamme lavorano, più cresce il numero dei figli, più aumenta il prodotto interno lordo italiano, cioè la ricchezza del Paese. L’ingresso nel mercato del lavoro anche di solo 100 mila donne farebbe salire il nostro Pil di 0,28 punti l’anno, consentendo di finanziare la spesa pubblica per le famiglie. Su questo terreno, e non altrove, si misura la nostra sfida.
Noi di lavoropermamme.it ci limitiamo a riportare quanto scritto seguiremo attentamente le vicende che riguardano questo argomento.