1. 14 dicembre 2009

    Quando le mamme rientrano al lavoro

    Per molte donne il momento del rientro al lavoro dopo l’assenza per maternità costituisce una fase delicata e spesso molto faticosa. È difficile conciliare la propria vita di mamma con gli impegni e le scadenze professionali, spesso ci si sente isolate e quasi sopraffatte. In questi momenti è particolarmente importante non sentirsi sole, potersi confrontare con altre donne e poter contare su un sostegno adeguato.

    Per questo CNA Forlì-Cesena ha promosso in collaborazione con Ecipar un progetto formativo specificamente dedicato al reinserimento lavorativo dopo il congedo per

    maternità, che prenderà l’avvio il prossimo mercoledì. Il tema centrale sarà la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, intesa soprattutto come opportunità per la lavoratrice di ripensare la propria dimensione individuale e quella lavorativa. Si tratta di un lavoro radicale e impegnativo, che mette in discussione tutti gli ambiti della sua vita.

    Le parole chiave su cui verteranno gli incontri saranno appunto: ri-pensare, ri-organizzare, ri-motivare, ri-identificarsi. Si parlerà tra le altre cose del valore del supporto della rete familiare e sociale e degli aspetti relativi al riconoscersi nuovamente nel ruolo ricoperto fino ad alcuni mesi prima. Il progetto formativo si svilupperà attraverso tre modalità: ore di laboratorio, incontri con la consulente dott.ssa Rossella Lama e focus di gruppo.

    Tratto da : Romagnaoggi.it


  2. 7 ottobre 2009

    Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro

    La Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro, lanciata in Italia il 5 ottobre 2009 (vedere evento) sulla scia del successo delle iniziative francese e tedesca (vedere Riferimento alle altre Carte della Diversità europee), è una dichiarazione di intenti, sottoscritta volontariamente da imprese di tutte le dimensioni, per la diffusione di una cultura aziendale e di politiche delle risorse umane inclusive, libere da discriminazioni e pregiudizi, capaci di valorizzare i talenti in tutta la loro diversità.
    Realizzare un ambiente di lavoro che assicuri a tutti pari opportunità e il riconoscimento di potenziale e competenze individuali, non rappresenta soltanto un atto di equità e coesione sociale, ma contribuisce anche alla competitività e al successo dell’impresa (vedere benefici di adesione alla Carta).
    La Carta fornisce un quadro di riferimento valoriale per guidare le imprese aderenti nella sua applicazione, contenendo non prescrizioni dettagliate ma pochi impegni programmatici basati su principi ed elementi chiave di efficaci programmi di cambiamento, sperimentati con successo dalle imprese impegnate da più tempo in materia (vedere Esempi di Buone Pratiche).
    La sua attuazione nel contesto aziendale e la definizione delle relative priorità è lasciata alle imprese aderenti, in funzione della loro situazione ed eventuali programmi già realizzati.
    Guidare con l’esempio è un elemento essenziale per il successo delle Carte, di conseguenza la imprese che abbiano realizzato iniziative e pratiche innovative sono invitate a segnalarle alla Segreteria organizzativa, che provvederà a valorizzarle sul sito. Inoltre la compilazione dello Strumento di auto-valutazione, oltre a servire internamente a monitorare i progressi, consentirà di fornire un rapporto annuale sulla Carta consolidando tutti i contributi ricevuti.
    L’iniziativa italiana della Carta viene portata avanti sulla base di una ampio consenso nel mondo delle imprese e delle istituzioni pubbliche (vedere Comitato Promotore della Carta)

  3. 6 ottobre 2009

    Niente di nuovo sotto il sole nell’articolo del Corriere, o forse si

    Per una volta “la logica di mercato” prevale su discriminazioni e pregiudizi nei confronti del lavoro femminile e non è solo una questione di salari più bassi. A che prezzo! Le donne difendono il posto di lavoro meglio degli uomini, l’occupazione femminile è calata solo dello 0,7% a fronte di un calo del 2,2% di quella maschile, ma solo perché le donne sono disposte ad una maggiore flessibilità che si traduce in lavori meno qualificati e ovviamente meno retribuiti (il part time infatti  è pressoché inesistente tra i dirigenti).

    Senza poi pensare al nostro Sud dove, dai dati Istat si evince che invece le donne vengono semplicemente espulse dal mercato del lavoro e non risulta “premiante” nemmeno avere delle qualifiche più basse.Nel particolare momento economico che ci troviamo a vivere, questo tipo di flessibilità probabilmente non aiuta a valorizzare i meriti e favorire la conciliazione; e questo purtroppo vale sia per le donne che per gli uomini.

    Il mercato del lavoro richiede nuove regole, maggiore flessibilità e non è un caso che i lavori part time siano in forte crescita e le donne siano le prime ad adattarsi.

    Sarebbe necessaria una nuova normativa sul lavoro flessibile, con maggiori incentivazioni fiscali che aiutino a far emergere dal sommerso un precariato sempre più diffuso anche su professionalità elevate.

    Non solo part time, ma tempi flessibili, banche del tempo, job-sharing tra più lavoratori, telelavoro, oltre ad una “rivoluzione culturale”per cui anche da parte dell’uomo si accettino attività flessibili, invertendo la tradizionale divisione dei ruoli.

    Questo migliorerebbe anche la conciliazione consentendo anche ai padri di passare più tempo in famiglia.

    Parlando di merito, ancora una volta Manageritalia, propone delle azioni concrete non solo volte a valorizzare le competenze delle persone ma soprattutto a costruire un clima di fiducia nel mondo del lavoro, motivare le risorse, aumentare la produttività delle aziende fornendo così una spinta alla competitività dell’intero Paese.

    da Donne Manager manageritalia.it

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  4. 5 ottobre 2009

    Crisi, donne a sostegno della famiglia «E meno soldi per colf e baby sitter»

    Bilanci familiari «salvati» da 24 mila mamme. Sangalli: serve più assistenza

    MILANO - Le mamme che lavorano «salvano» 24 mila famiglie mi lanesi dalla povertà. E’ questa la conclusione a cui è giunta la Camera di Commercio di Milano con un’indagine sulla situazione delle famiglie di fronte alla crisi. Il rapporto Istat sulle forze di lavoro ha fatto notare nei giorni scorsi che nei primi sei mesi dell’an no a perdere il posto sono sta ti soprattutto gli uomini. E co sì lo stipendio di mogli e com pagne, anche se modesto, non serve più per arrotonda re ma ad acquistare lo stretto necessario. Milano-Italia: quello che succede sotto la Madonnina rappresenta la situazione di tutta la penisola. Tanto che le 24 mila famiglie milanesi so no solo una piccola quota dei 340 mila nuclei sostenuti dal le entrate rosa nel Paese.

    Conciliazione difficile - «In questo periodo sono particolarmente necessarie iniziative per consentire la conciliazione tra famiglia e la voro — incoraggia Carlo San galli, presidente della Camera di Commercio di Milano —. Per quanto ci riguarda trami te l’azienda speciale Forma per offriamo alle donne im prenditrici assistenza perso nalizzata, incentivi e forma zione ». La Camera di commer cio introduce il tema della conciliazione a ragion veduta. «Abbiamo intervistato un gruppo di imprenditrici mam me e un gruppo senza figli— raccontano in via Meravigli —. Le prime tagliano le spese per la famiglia molto più del le seconde (14% contro 3,5%). Registriamo anche una gene rale riduzione del ricorso agli aiuti domestici. In particola re, un’imprenditrice intervi stata su dieci torna a fare le pulizie di casa per risparmia re. Le colleghe senza figli, in vece, tagliano sulle collabora zioni domestiche «solo» nel 6 per cento dei casi».

    Mariti disoccupati - «Se il discorso vale per le donne che lavorano in pro prio figuriamoci per le dipen denti a basso reddito», si inse risce nel discorso Sabina Guancia, presidente dell’Asso ciazione per la famiglia della Cisl. «Quando il marito operaio è in cassa integrazione entra no in casa circa 400 euro in meno su uno stipendio da 1.200 euro. La busta paga del la moglie diventa cruciale», continua Guancia. E non sem pre il fatto che il marito sia a casa consente di risparmiare sul nido. «I lavori di cura di fatto sono ancora affidati alle donne. Spesso non basta un’emergenza per ribaltare i ruoli», registra Guancia.

    Colf disoccupate - All’Associazione per la fami glia arrivano donne straniere in cerca di lavoro come colf, baby sitter o badanti al ritmo di trenta-quaranta al giorno. «Una situazione preoccupan te e finora sconosciuta — commenta la presidente —. Il sospetto è che i numeri conte nuti della sanatoria che si è chiusa il 30 settembre (che consentiva la regolarizzazio ne dei collaboratori domestici in nero,ndr; ) siano dovuti an che alle difficoltà economiche delle famiglie. Molte hanno ri dotto le ore alla colf. Persino le badanti disposte ad assiste re un anziano giorno e notte a casa, fino a ieri richiestissi­me, cominciano ad avere diffi coltà a trovare lavoro». Mentre si rimettono a stira re e ai fornelli, le donne si fan no anche carico di quote di flessibilità sempre maggiori sul posto di lavoro. Secondo i rilevamenti dell’Osservatorio provinciale del Lavoro, le uni che forme contrattuali in cre scita sono quelle del lavoro a chiamata e dei contratti di col laborazione, più spesso riser vati alle donne. R

    Rita Querzé
    02 ottobre 2009

    da: corriere della sera


  5. 17 settembre 2009

    Carfagna: «In arrivo un piano per la conciliazione»

    asilo-nido1 “Serve una rivoluzione culturale nelle relazioni tra il mondo del lavoro e quello femminile, una rivoluzione nelle pari opportunità” perché “il maggiore sviluppo economico passa attraverso il maggior coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro”. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha anticipato questa mattina alcuni punti del piano per la conciliazione vita-lavoro delle donne, al quale sta lavorando con il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi e che sarà pronto “in tempi molto brevi”. Intervenuta in Campidoglio al convegno “Donne e lavoro: i successi delle Pari opportunita”, il Ministro ha ribadito che la partecipazione delle donne al mondo del lavoro “non è solo un fatto di giustizia e di equità sociale. Le donne che lavorano rappresentano un volano per la crescita del paese, soprattutto in questo periodo di crisi”. “Per questo”, ha spiegato Carfagna, “il Governo ha stanziato, attraverso il fondo a disposizione del mio ministero, 40 milioni di euro”: di questi, dieci milioni saranno destinati al finanziamento di voucher per asili nido e babysitter per le famiglie a basso reddito; albi comunali di badanti e babysitter che, dato il loro ruolo particolarmente delicato, dovranno essere provviste di adeguata professionalità; corsi di formazione per la nuova figura della tagesmutter, che darà vita agli asili nido condominiali già diffusi in Nord Europa. Sarà cura del Ministero del Welfare, invece, promuovere nuove formule di estensione del part time e di flessibilità degli orari di lavoro. “Bisogna invertire la tendenza attuale che vede sempre minor sostegno alle donne che lavorano”, ha concluso il Ministro, a partire dalle piccole e medie imprese, “per innescare la parità nel sistema economico-industriale più importante del Paese”. 15 settembre 2009 http://www.pariopportunita.gov.it
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  6. 11 settembre 2009

    Mamme a casa senza rinuncie


    La proposta Easybaby consiste nell’aver individuato un bisogno fortissimo nelle mamme e nell’aver creduto alla valenza sociale di costruire un lavoro a misura di mamma e bambino, con condizioni di acquisto particolari per i prodotti (grazie all’appartenenza al network) e una proposta lavorativa che consentirà, a chi la sottoscriverà, di godersi la propria famiglia senza compromessi e senza i sensi di colpa derivanti da lavori fuori casa. Centinaia le richieste di sottoscrizione già pervenute di mamme in tutta Italia.

     

    La proposta alle mamme

    Dopo aver sottoscritto un contratto appartenente alla categoria giuridica delle vendite porta a porta, la mamma promoter riceve catalogo, listino, tesserino di riconoscimento e moduli d’ordine ed è libera di promuovere le vendite e raccogliere gli ordini dove e quando ritiene.

    Casi di successo – La Gran Bretagna

    Anche in Gran Bretagna, è partita una rete di mamme che vendono ad altre mamme giocattoli e prodotti di puericultura. Il video per vedere come funziona questa rete è disponibile su http://www.trulymadlybaby.co.uk/

     

    Gli ideatori

    L’iniziativa è di Lorenza Minola, ex consulente McKinsey già imprenditore di successo nel mondo dell’infanzia (con alle spalle tanti progetti di successo per le principali aziende del settore) e Digital Magics, la digital media company leader del mercato dei contenuti partecipativi presieduta da Enrico Gasperini, fondatore di Inferentia/Full Six - uno dei pochi casi di successo della prima generazione di web economy. Digital Magics rinnova così il proprio impegno nella costruzione di nuovi modelli di comunicazione e social network.

    Risvolti sociali

    Un ruolo importante, quello di Easybaby, in un paese in cui la donna non è facilitata professionalmente, soprattutto se mamma, e in cui abbondano le polemiche sulla mancanza di strutture per l’infanzia e sull’impossibilità per la mamma di rientrare nel mondo lavorativo con il supporto necessario.

    “E’ un progetto tanto impegnativo quanto importante a livello sociale: informare le mamme, farle sentire parte di una community, supportarle nelle proprie decisioni e nella vita di tutti i giorni, anche economicamente” dice Lorenza Minola, managing partner di Easybaby Marketing Solutions “Come mamma, imprenditore e consulente, ho concepito Easybaby con l’obiettivo di supportare le mamme, anche economicamente, in tutti i momenti della vita di un bambino”.

     

    Per info www.easybaby.it

     


  7. 7 settembre 2009

    Imprendium (da www.donne.manageritalia.it)

    Segnaliamo questa interessante iniziativa: Innovhub sta cercando imprenditrici di successo che vogliano far conoscere la loro realtà aziendale in Italia e in Europa!
    Le imprenditrici che saranno selezionate come “ambasciatrici” daranno testimonianza della realizzazione della loro “business idea” ad altre donne, oltre che al pubblico e alle istituzioni europee.
    Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 07 settembre 2009.

    Potete consultare il bando sul portale IMPRENDIUM su questo link:
    http://www.imprendium.it/index.php/it/notizie/accesso-al-credito-finanziamenti-bandi/302-bando-imprenditrici-ambasciatrici


  8. 1 settembre 2009

    Business Plan con Excel

    “I nostri mercati stanno attraversando una fase di crisi o quanto meno di rapido cambiamento. È proprio nei momenti di cambiamento che si rende importante pianificare bene, accuratamente e rapidamente: per lanciare un nuovo prodotto o una nuova impresa è indispensabile costruire un efficace Business Plan che serva sia a valutare rischi ed opportunità sia a determinare la redditività dell’investimento e, di conseguenza, le scelte operative. Questo libro dà un importantissimo strumento in mano al lettore. È un libro pratico, che va diretto all’obiettivo, cercando di portare subito all’attenzione del lettore gli elementi importanti per prendere la decisione di avviare o meno un business. Ogni nuova impresa dovrebbe nascere da un buon business plan. Ma, anche se la vostra impresa è già nata e magari è già avviata, un piano può essere necessario per valutare l’efficacia di nuovi progetti e per controllare e verificare le condizioni della vostra azienda in ogni momento”. Un libro unico, ricco di case history ed esempi pratici.


  9. 18 giugno 2009

    6 luglio - Contrastare le discriminazioni è possibile!

     

    Presentazione analisi dei casi trattati nel 2008 dalle Consigliere di Parità della Provincia di Torino

    ore 10.00 - 12.30
    Sala Consiglieri Palazzo Cisterna Provincia di Torino
    Via Maria Vittoria 12 - Torino

    Come nasce la discriminazione sul lavoro e perché interessa soprattutto le donne? Quali caratteristiche assume in riferimento alla tipologia di lavoro, di contratto e di azienda ma anche a un momento particolare della propria vita? Quando e come viene denunciata? 

    Le risposte emergono dallo studio sui casi trattati dalla Consigliera di Parità della Provincia di Torino nel corso del 2008, comparati con il biennio precedente, elaborato dal gruppo di esperte del Laboratorio Frame del Corep (Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente). L’analisi offre una lettura ragionata delle molte situazioni affrontate e delle soluzioni individuate dall’Ufficio provinciale, contribuendo a definire le dimensioni e la fisionomia del fenomeno della discriminazione sul lavoro in Provincia di Torino.

    Ufficio della Consigliera di Parità

    c/o Provincia di Torino

    Via Maria Vittoria 12 - 10123 Torino

    Tel. 011/8612771 - fax 011/8612889

    consigliera_parita@provincia.torino.it

    www.consiglieraparitatorino.it


  10. 10 giugno 2009

    Notizia alle mamme che lavorano

    Intervento del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.

    Voglio dare una buona notizia alle mamme che lavorano, e anche ai papà. Alle famiglie, insomma. Ho firmato il cosiddetto “decreto di riparto” che, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, assegna al piano conciliazione, a cui stiamo lavorando con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi sin dall’inizio della legislatura, ben 40 milioni di euro.
    Mattone dopo mattone siamo riusciti a costruire qualcosa che per me è estremamente importante. D’intesa con le Regioni potremo realizzare il progetto “tagesmutter”, avviare la costruzione di nuovi asili nido e istituire nei Comuni gli albi delle baby sitter. Si tratta di provvedimenti che costano relativamente poco, ma che, quando entreranno a regime, consentiranno alle mamme di non dover abbandonare il loro posto di lavoro per crescere e allevare i figli.
    Cominciamo dagli albi. Presso i Comuni, presto, le famiglie troveranno veri e propri “albi” da consultare per individuare badanti e baby-sitter a domicilio. In questo modo si potrà reperire più facilmente e velocemente una persona alla quale affidare i propri piccoli.
    Nessuno sarà più costretto ad affidare a una estranea, chiamata peraltro a un incarico delicatissimo, la propria prole. Per iscriversi nelle liste sarà necessario dimostrare di saper fare quel lavoro, probabilmente l’aver partecipato a un breve corso di formazione. Lo stesso meccanismo funzionerà per le badanti, perché curare gli anziani non è meno difficile che allevare un bambino.
    Non è finita qui.
    I 40 milioni serviranno anche per i voucher, titoli di spesa per le mamme (tra i 900 e 1.500 euro - a fronte di un contributo personale del 10 per cento sull’importo e in base al reddito) da spendere presso strutture convenzionate, come gli asili nido, con il Dipartimento Pari opportunità.
    Infine la “tagesmutter”, di cui certamente tutti hanno sentito parlare. In tedesco significa “mamma di giorno” e credo sia uno strumento utilissimo, come si evince anche dalla grande diffusione di questa esperienza nei paesi del Nord Est e in alcune Regioni italiane nelle quali è già partita la sperimentazione. La mamma disposta a ospitare nella propria casa, durante il giorno e con orari flessibili, una sorta di asilo nido per non più di cinque bambini da O a 3 anni, credo che sia una figura, professionale, molto rassicurante per un’altra mamma che deve andare a lavoro. Serena e tranquilla sarà la mamma, sereno e tranquillo il bambino che viene comunque lasciato alle cure di una persona qualificata e adeguatamente formata e in un ambiente a lui familiare, magari nello stesso condominio dove il piccolo già vive. Secondo quanto stabilisce il dipartimento per le Pari Opportunità, la “tagesmutter” sarà collegata con enti no profit o cooperative in modo da farla lavorare in rete con figure di supporto, dallo psicologo al pediatra, sottoponendola a visite domiciliari per la verifica dell’idoneità. È un progetto che al mio ministero sta particolarmente a cuore e che insieme agli altri è per me motivo di orgoglio. Una parte delle risorse sarà destinata alla fornitura delle attrezzature e all’adeguamento degli immobili dei micro-nidi condominiali, un’altra al finanziamento dei corsi che devono preparare le baby sitter. Ecco, quindi, il “piccolo” contributo del Ministero per le Pari Opportunità per venire incontro alle donne. E mica soltanto a loro.
    È dimostrato, infatti, che più mamme lavorano, più cresce il numero dei figli, più aumenta il prodotto interno lordo italiano, cioè la ricchezza del Paese. L’ingresso nel mercato del lavoro anche di solo 100 mila donne farebbe salire il nostro Pil di 0,28 punti l’anno, consentendo di finanziare la spesa pubblica per le famiglie. Su questo terreno, e non altrove, si misura la nostra sfida.

    Noi di lavoropermamme.it ci limitiamo a riportare quanto scritto seguiremo attentamente le vicende che riguardano questo argomento.